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Marion Zimmer Bradley – Libri

“Zeus ci ha vietato di intervenire”, rispose tristemente Atena. “Tuttavia mi ha permesso di consigliare i troiani, se ascolteranno la mia saggezza. Perché li odi tanto, Era? Sei ancora gelosa perché Paride non ti accordò la palma della più bella? Cosa ti aspettavi? Dopotutto Afrodite è la Dea della Bellezza: molto tempo fa ho compreso di non poter competere con lei. E perché dovresti curarti di ciò che pensa un mortale?””Allora tu, Poseidone!”. L’orgogliosa Signora si rivolse al Dio del Mare, massiccio, barbuto e muscoloso come un nuotatore. “Dammi il tuo aiuto per abbattere le mura di Troia. Zeus l’ha ordinato e quindi non si sdegnerà”.”No”, rispose Poseidone. “Non lo farò finché non giungerà il tempo prestabilito. So bene che non posso cospirare con una donna contro la volontà di suo marito”.Parve echeggiare il tuono quando Era battè il piede ed esclamò: “Te ne pentirai!”. Ma Poseidone aveva assunto la forma di un grande cavallo bianco e galoppava lungo la spiaggia. Il trepestare dei suoi zoccoli sembrava simile allo scroscio delle onde lungo la muraglia costruita dagli Achei in riva al mare.Cassandra si svegliò atterrita, nell’udire il suono della collera di Poseidone, e si chiese se preludeva a un altro terremoto: ma nel Tempio tutto era tranquillo, e alla fine si riaddormentò.

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    Per concludere “i libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, […] ci ricordano che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.

  • Italo Calvino – Libri

    Guadato il fiume, valicato il passo, l’uomo si trova di fronte tutt’a un tratto la città di Moriana, con le porte d’alabastro trasparenti alla luce del sole, le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina, le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa. Se non è al suo primo viaggio l’uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio: basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana, una distesa di lamiera arrugginita, tela di sacco, assi irte di chiodi, tubi neri di fuliggine, mucchi di barattoli, muri ciechi con scritte stinte, telai di sedie spagliate, corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio. Da una parte all’altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio d’immagini: invece non ha spessore, consiste solo in un diritto e in un rovescio, come un foglio di carta, con una figura di qua e una di là, che non possono staccarsi né guardarsi.