Mario Soldati – Libri
I libri non sono, e non dovrebbero essere, rifugio, evasione dalla vita; ma strumento per guardare più a fondo la vita, mezzo per vivere di più.
I libri non sono, e non dovrebbero essere, rifugio, evasione dalla vita; ma strumento per guardare più a fondo la vita, mezzo per vivere di più.
Quando la smetterai di comportarti come tutti gli altri, soltanto per cercare di essere diversa?
Senza questo ricordo lasciamo il destino del nostro mondo al caso.
Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.
Mi ricordo una sera d’estate: mia sorella, mio fratello ed io (eravamo molto piccoli e l’afa gravava come muschio sulla pianura) non riuscivamo a dormire. La mamma ci portò allora a fare due passi fino al fiume e alla darsena, benché Savannah e io avessimo un raffreddore estivo e Luke un eczema da calore. “Ho una sorpresa per i miei cocchi,” disse la mamma mentre noi guardavamo affascinati un delfino prendere il largo nell’acqua tranquilla, metallica. Sedevamo sulla punta del moletto e, stendendo le gambe, cercavamo di toccare l’acqua col piede. “C’è una cosa che voglio farvi vedere. Una cosa che vi aiuterà a dormire. Guardate là, figlioli,” disse, indicando l’orizzonte a levante. E, proprio in quel momento, dove essa indicava, la luna comparve, sollevando la fronte di uno stupefacente color oro al di sopra di una filigrana di nuvole che bordavano il cielo di veli. Le sere erano lunghe al sud, in quella stagione, e alle nostre spalle, in quello stesso momento, il sole stava tramontando in un tripudio di fiamme che incendiavano il fiume. Era come un duello di ori: l’oro nuovo della luna nascente, l’oro consunto del sole che scompariva all’altro capo del cielo. Così il giorno, dopo un’ultimo guizzo di danza sulle paludi della Carolina, moriva splendidamente sotto gli occhi di noi ragazzi, finché della luce dell’astro diurno non rimase che un listello intorno alle chiome delle querce acquatiche. La luna poi sorse veloce, come un’uccello che si leva dall’acqua, e salì in alto: fulva, poi gialla, poi giallino, poi d’argento, poi d’un miracoloso, immacolato pallore, al di là dell’argento, un colore che è proprio soltanto delle notti del sud. Noi bambini restammo estasiati di fronte alla luna che nostra madre aveva evocato dalle acque. Quando l’astro si fu inargentato, mia sorella Savannah, che aveva tre anni, esclamò “Oh mamma, fallo ancora!” E questo è il ricordo più antico che ho.
La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, li, è felice. Il resto del tempo, è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.
Ma con Damen è tutto diverso. Tutto è piacevole e non richiede alcuno sforzo. Perché ogni volta che mi tocca, ogni volta che parla, è come se ci fossimo solo noi.