Stephenie Meyer – Libri
Serve un cuore? Fai pure. Prendi il mio. Prendi tutto ciò che ho.
Serve un cuore? Fai pure. Prendi il mio. Prendi tutto ciò che ho.
Leggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura, un libro che inizia.
Mi dispiace di essere stato così chiuso e riluttante a condividere il mio passato, e averti costretta a tanto.Ma anche se sono cose accadute così tanto tempo fa, preferisco non parlarne.
Vi è mai capitato di leggere un libro, arrivare alla fine e sentirsi pieni e vuoti allo stesso tempo?Come se fosse terminata una piccola storia della proprio vita. Finalmente pronti a cominciarne un altra, pieni di speranze.Sentirsi parte di avventure fantastiche, raccontate da altri ma che sembrano scritte da noi.Ci accorgiamo di essere diventati, oramai, amici dei protagonisti. Come se esistessero davvero. E quando finisce la storia, si conclude anche quella tenera simpatia.Io mi sento serena.
Sono spesso le prefazioni a impedirci di continuare la lettura d’un libro.
Dì la verità e svergogna il diavolo.
La leggenda narra di un uccello che canta una sola volta nella vita, più soavemente di ogni altra creatura al mondo. Da quando lascia il nido, cerca e cerca un grande rovo e non riposa finché non lo abbia trovato. Poi, cantando tra i rami crudi, si precipita sulla spina più lunga e affilata. E, mentre muore con la spina nel petto, vince il tormento superando nel canto l’allodola e l’usignuolo. Una melodia suprema il cui scotto è la vita. Ma il mondo intero tace per ascoltare, e Dio, in Paradiso, sorride.Al meglio si perviene soltanto con grande dolore… o così dice la leggenda.