Domenico Esposito Mito – Libri
La frase contiene espressioni adatte ad un solo pubblico adulto.Per leggerla comunque clicca qui.
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In un libro di Jane Austen, Prudie sarebbe stata la ragazza corteggiata per la dote.
Voglio scoprire cos’è la felicità e che cosa valga invece la sofferenza. E voglio scoprire perché gli uomini vanno in guerra e che cosa provano davvero in fondo al cuore quando essi pregano Dio.E voglio scoprire cosa uomini e donne sentano quando dicono di amare e quanti peccati facciamo e quanta gente inganniamo e perché tutto finisce nella morte.
Come fu bello, e come fu grande la nostra passione.Così grande che le cellule del mio corpo ne sono ancora imbevute, come una spugna che conserva l’acqua marina che la nutrì.Perché dopo, mia cara, è stata solo acqua dolce, spesso dolciastra, e che senso ha, mi chiedo, vivere ancora senza che nessun sale ravvivi il mio palato?
Lo guardai furente: “Vattene. Non osare cercare di fermarmi.” Fu come ai vecchi tempi, quand’eravamo stati soliti lottare, cercando di sopraffarci a vicenda. Strinsi i pugni, pronta a stenderlo.”Volevo soltanto dirti di essere prudente”, rispose Fang, prima di avvicinarsi di un passo e scostarmi qualche capello dagli occhi. “E… ti guarderò le spalle.”Accennò con la testa alla camera dei siluri.Oh, mio Dio… In quel momento mi travolse come un maremoto: era perfetto per me, come nessun altro mai lo sarebbe stato; era tutto quello che avrei mai potuto sperare, come amico, come ragazzo, forse anche molto di più.Lui era lì per me. Non occorreva cercare.Lo amavo davvero, davvero, con un tipo d’amore del tutto nuovo, che non avevo mai provato prima, e che in confronto rendeva sbiadito e vacuo ogni altro tipo di amore mai provato. Lo amavo con ogni cellula del mio corpo, con ogni pensiero della mia mente, con ogni penna delle mie ali, con ogni respiro dei miei polmoni e delle mie sacche d’aria.Un vero peccato che mi accingessi ad affrontare una morte quasi certa.Là, davanti a tutti, gli gettai le braccia al collo e lo baciai con forza sulla bocca. Per un attimo lui rimase sconcertato, poi mi avvolse con le sue braccia forti, stringendo con tanta forza che quasi faticai a respirare.[…]Gli occhi di ossidiana di Fang scintillavano fulgidi, e il suo viso stoico appariva meravigliato.”Devo andare”, annunciai pacatamente.Un sorrisino gli increspò le labbra. “Già… Sbrigati a tornare.”Annuì.Lui uscì dalla camera di equilibrio senza staccare lo sguardo da me, imprimendosi le mie fattezze nella memoria, mentre premeva il pulsante che la sigillava.[…]Ero spaventata.Ero follemente, profondamente, incredibilmente, gioiosamente, terribilmente innamorata.
Nella rampa “conseguenze” della scala narrativa, il protagonista è come un pugile messo alle corde dalla “cosa magica”
Clara era il tipo di fotografia che non sarei mai riuscito a scattare. Con lei è impossibile fermare l’attimo.