Domenico Esposito Mito – Libri
Maledetto inverno, così triste e così lungo, così buio, così grigio, maledetto e doloroso.
Maledetto inverno, così triste e così lungo, così buio, così grigio, maledetto e doloroso.
Quando si finisce un libro si rimane come privati della linfa, come privati delle ali, come privati delle onde per fluire, volare, navigare verso il fascino dell’imprevedibile. È un attimo di smarrimento, ma poi ci si orienta di nuovo, verso altri orizzonti.
Bè, io ti ho dato una soluzione, ora mi chiedi un miracolo.
Improvvisamente ripensai al destino di Paride dopo il ritorno di Romeo. Le didascalie parlavano chiaro. Si battono. Paride muore.
Ghetto della droga e, per vivere di droga, il ghetto del rubare, del prostituirsi, dello spaccio. Una via verso la galera e poi, molto presto, verso la morte, quando ancora non sai cosa sia la vita.
No. Non ti amavo. Pensavo di amarti. L’avrei giurato su qualunque cosa. Ma era solo un’egoista bastardizzazione dell’amore. Quel genere di amore che non avrebbe accettato un no come risposta. Che non poteva accettare di non averti, anche se era meglio per te. Non era proprio come quello che… Non era vero amore.
Certe opere nascono senza che tu abbia pensato di farle nascere. Nascono e basta.