Stephenie Meyer – Libri
Persino in quel momento, in punto di morte, il suo nome sfregava contro le mie ferite come carta vetrata.
Persino in quel momento, in punto di morte, il suo nome sfregava contro le mie ferite come carta vetrata.
“Okay, allora” disse Jeb ad alta voce, per farsi sentire da tutti. “Funziona così: si vota, e la maggioranza vince. Come al solito, prenderò la decisione che mi pare se non sono d’accordo con la maggioranza perché questa…””è casa mia” concluse un piccolo coro.
Un romanzo è in pratica una forma protestante di arte; è un prodotto di una mente libera, di un individuo autonomo.
Si crede di aprirsi al mondo e si paga questa persuasione con la cecità per le cose più vicine. È incredibile l’arroganza con cui decidiamo che cosa ci riguarda o non ci riguarda. Tutte le direttrici dell’esperienza sono prestabilite, anche se non lo sappiamo, ciò che ancora non comprendiamo a chiare lettere non lo guardiamo neppure, e quella fame lupina che si definisce brama di sapere non si avvede di quel che le sfugge.
Scrivere è l’arte più ostentata da chi non sa scrivere.
Scrivere è violentare il passato, è uno stillicidio di memoria artefatta e deliziosa.
Se scrivi dopando le parole, colorandole di tinte appariscenti, coprendole di rumori assordanti, avrai gli occhi di tanti come punto di arrivo. Se scrivi pensando a chi leggerà, ricorda che su quel foglio non ci sarai tu, ma l’ombra del tuo io. Scrivere, fallo per te stesso, come se nessuno dovesse mai leggere le tue paure, le tue miserie, denudati su quel foglio, vomitaci sopra i tuoi pensieri, ma fa che siano crudi e non correggerti, non farlo mai, non cancellare nulla, non rileggerti. Ecco, quello sarai tu, forse, sporco, forse semplice e a tratti banale, ma sei tu e viaggerai oltre.