Stéphane Mallarmé – Libri
Mi figuro, per un inestirpabile pregiudizio di scrittore, che nulla resterà non detto.
Mi figuro, per un inestirpabile pregiudizio di scrittore, che nulla resterà non detto.
Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.
Quella voce l’avrei riconosciuta ovunque; la riconoscevo sempre con emozione, che fossi sveglia, addormentata… persino da morta. La voce per cui ero disposta a camminare nel fuoco, oppure, senza esagerare, a sguazzara una vita intera sotto un’interminabile pioggia fredda.
Sono spesso le prefazioni a impedirci di continuare la lettura d’un libro.
A me resta il colore del grano.
Ti tocca ricominciare a credere in tutto quello in cui avevi smesso di credere.
Bè, io ti ho dato una soluzione, ora mi chiedi un miracolo.