Elias Canetti – Libri
Nei libri che ricordiamo c’è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
Nei libri che ricordiamo c’è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
Rimanemmo così, sulla sommità di quel capo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro, e sembrava strapparci i vestiti di dosso; per un istante fu come se ci tenessimo stretti l’uno all’altra, perché quello era l’unico modo per non essere spazzati via nella notte.
Una storia, in effetti, ce l’avevo. Me l’ero inventata una mattina a scuola. Ma le mie storie le tenevo per me, perché se le raccontavo si sciupavano subito come i fiori di campo tagliati e non mi piacevano più. Però questa volta era diverso.
Continuò a vederlo fin quando terminò di tagliare la cipolla, e continuò a vederlo fin quando non era più possibile che potesse vederlo, perché allora non era ormai più un impiccio nella sua vita, ma un punto immaginario nell’orizzonte del mare.
Tornai con la mente alle notti in cui ero di guardia e mi immaginavo di stare seduto vicino alla ragazza dei miei sogni, sentendomi in pace con il mondo. Ora capivo che cosa mi era mancato in tutti quegli anni.
Carolina ha quattordici anni. Anzi 14. I suoi anni sono una bandiera, uno slogan, un diritto di cittadinanza, li si vedono da lontano, gridano, cantano, parlano sottovoce. Un po’ di rabbia e uno sguardo azzurro capace di contaminare il mondo.
Il libro più entusiasmante che l’umanità potrebbe apprezzare non lo ha ancora letto e si ostina a tenerlo da parte: “il libro della speranza” – “ergo” – se stesso!