Pagina iniziale » Marcel Proust – Libri

Marcel Proust – Libri

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Similar Posts

  • J.R.R. Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien) – Libri

    “Saruman non è dunque un traditore?”, disse Gimli.”Se non è un traditore?”, rispose Gandalf. “Lo è doppiamente. Vi sembrerà strano, ma nulla di tutto ciò che abbiamo sofferto di recente è grave come il tradimento d’Isengard. Persino quale signore e capo guerriero Saruman è diventato estremamente forte. Egli minaccia gli Uomini di Rhoan e li distoglie dall’aiutare Minas Tirith, proprio nel momento in cui si avvicina la tempesta dall’Est. Eppure un’arma traditrice è anche pericolosa per la mano che l’impugna…”

  • Lewis Carroll – Libri

    Chi sa se un giorno avrebbe raccolto intorno a sé altre bambine, per fare che i loro occhi brillassero come stelle al racconto del suo (oramai tanto lontano) viaggio nel Paese delle Meraviglie.Chissà se avrebbe saputo partecipare, ancora con lo stesso cuore ai piccoli dispiaceri e alle loro semplici gioie, nel ricordo della sua vita di bambina e dei suoi felici giorni d’estate.Lei era certa che Alice ne sarebbe stata capace.

  • Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran) – Libri

    Voi lavorate per stare al passo della terra e dell’anima della terra.Giacché essere pigri è estraniarsi dalle stagioni, uscire dalla processione della vita che solenne e in fiera sottomissione avanza verso l’infinito.Quando lavorate siete un flauto nel cui cuore il mormorio delle ore diviene musica.Chi tra voi ambirebbe essere una muta canna silente, quando ogni altra cosa canta all’unisono?Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.Ma io vi dico che lavorando esaudite una parte del sogno più remoto della terra, a voi affidato allorché quel sogno nacque,e sostenendovi con la fatica voi in verità state amando la vita,così, l’amarla sforzandovi nel lavoro è entrare in comunione col suo più riposto segreto.Ma se nella vostra pena definite il nascere un’afflizione e il sostentamento della carne una maledizione scritta in fronte, allora vi rispondo che nulla fuorché il sudore della fronte potrà cancellare quel che vi sta scritto.Vi è stato anche detto che la vita è tenebra, e nella stanchezza fate eco a ciò che gli stanchi han detto.Ma io vi dico che la vita è invero tenebra se manca il desiderio.E ogni desiderio è cieco se manca la conoscenza,e ogni conoscenza è vana se manca il lavoro,e ogni lavoro è vuoto se manca l’amore;e quando lavorate con amore voi vincolate voi stessi a voi stessi, e l’uno all’altro, e a Dio.Cos’è, lavorare con amore?È tessere un panno con fili del vostro cuore, come se quel panno fosse per chi voi amate.È costruire con affetto una casa, come se ad abitarvi dovesse entrarci chi voi amate.È spargere i semi con tenerezza e poi raccogliere nella gioia, come se a mangiare di quei frutti dovesse essere chi voi amate.È impregnare tutto ciò che voi fate con un alito del vostro spirito,sapendo che tutti i venerati morti vi stanno intorno e v’osservano.Sovente vi ho sentiti dire, come parlando nel dormiveglia: “Colui che lavora il marmo e scavandolo trova l’immagine della propria anima, è più nobile di chi ara la terra.E colui che afferra l’arcobaleno e lo stende su una tela nell’effigie dell’uomo, vale più di chi foggia i nostri calzari”.Ma io vi dico, non nel dormiveglia ma nel desto e vigile fulgore del meriggio: il vento parla con dolcezza eguale alla quercia gigante e all’ultimo dei fili d’erba;grande è soltanto colui che trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.Il lavoro è amore visibile.E se non potete lavorare con amore ma solo con disgusto, meglio allora che l’abbandoniate andandovi a sedere ai cancelli del tempio per ricevere l’elemosina da chi lavora con gioia.Se difatti cuocete il pane nell’indifferenza, voi preparate un pane amaro che poco sfama l’uomo.E se di malavoglia pigiate l’uva, nel vino il vostro sentimento distilla un veleno.E se pure cantate come angeli, ma senza amare il canto, rendete l’uomo sordo alle voci del giorno e a quelle della notte.

  • David Grossman – Libri

    Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco. Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finché l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona.

  • Paulo Coelho – Libri

    “Raccontami tutto”, disse Lorens, con tenerezza. “Ascolterò e rispetterò la tua decisione. Anche se si tratta di un altro uomo. Anche se si tratta di un addio.” è molto tempo che stiamo insieme, ormai. Ma io non ti conosco a fondo, non posso dire di sapere come realmente sei. Tuttavia so come non sei. E tu non sei stata te stessa per l’intera serata. “