Anna Maria D’Alò – Morte
La vita è un lungo conto da pagare con la morte. La morte è un invito gratuito alla mensa dell’ignoto.
La vita è un lungo conto da pagare con la morte. La morte è un invito gratuito alla mensa dell’ignoto.
Per quanti varrà ancora la pena di vivere quando non si morirà più?
Io riuscii a mentire a mio padre, non la mia mano. “Puoi farmi la barba?” – domandò mio padre. Andai in bagno, presi il rasoio e la schiuma, un asciugamano e tornai da lui, steso nel letto del reparto dei malati terminali. Gli spalmai un po’ di schiuma. La mano tremava, non riuscivo a fermarla. Mio padre prese il rasoio dalla mia mano e disse: “Guarda, si fa così.” Io avevo quarantasei anni e mio padre, il giorno dopo, era morto.
Non aver paura della morte… Fa meno male della vita!
Indossa i colori della vita, abbandona la malinconia che si tinge di bianco e nero.
Il destino non ci precede: ci cammina a fianco.
Si può rinascere solo dopo aver conosciuto il buio senza spiragli di luce, come il sole dopo la notte senza luna.