Joe Martini – Morte
La morte, non è che l’ultima banalità della vita.
La morte, non è che l’ultima banalità della vita.
Il tramonto ha un colore spento, solo per chi è arrivato al suo di Tramonto.
Il vero amore, non ha bisogno di ostentare. Nello stesso modo, non ha necessità di essere avvalorato agli occhi degli altri, per essere grande.
E perché non la morte, piuttosto che una vivente tortura?Morire è come esser messi al bando di se medesimi. Silvia è un altro me: bandirmi da lei è esiliar me da me stesso: mortale esilio! Qual luce è luce, se non per veder Silvia? Qual gioia è gioia, se Silvia non mi è vicina? O se non altro poter pensare che mi è vicina, e godere almeno il riflesso della perfezione? Se una notte Silvia non mi è vicina, non ha armonia il canto del rosignolo; se un giorno non contemplo Silvia, quel giorno non esiste per me. Ella è l’essenza stessa di me ed io non sono, se quel suo dolce influsso non mi riscalda, non m’illumina, non mi carezza, non mi alimenta. Col sottrarmi alla condanna mortale non eviterei di morire: se mi attardo qui non vado incontro che alla morte, ma se fuggo di qui fuggo lontano dalla vita.
Non si può mai scegliere quando e come nascere e non sempre quando e come morire, ma quando e come uccidere se stesso è tutta un’altra storia. La droga dà sempre una manina a chi è in grado di scavare la propria fossa da solo.
Un funerale per gli uomini é forse una festa di nozze per gli angeli.
Essere felici, sempre. So che ogni mio, inconscio passo, è stato per raggiungere uno stato simile alla felicità. Ho provato soddisfazione, ad esserne fiducioso, a dare fiato alla speranza, a resistere al dolore. Ma i misteri non possono essere svelati. Gli occhi non vedono al buio. E quand’anche sia grande la mia fede, so che per essere felice deve arrivare un amore, grande, grande. Perché è una delle motivazioni più vere, per esserlo.