Mayra Longobardo – Morte
La morte è riservata ai vigliacchi, il sonno eterno ai sognatori.
La morte è riservata ai vigliacchi, il sonno eterno ai sognatori.
Se a volte, anche per una sola volta, ti sei domandato, “perché questo fa cosi?”, la risposta è semplice. Perché il tempo è limitato, qualcosa di sconosciuto si avvicina anche quando solo sbatti le ciglia… Lui verrà e fermerà tutto… Ed io nell’attesa ho bisogno di sentire sempre il cuore a mille, di dire e fare tutto ciò che mi pare, di provare le cose, di fare danni, perché il bello è ripararli, e quando non è possibile farlo evidentemente doveva andare cosi. Di sentirmi vivo! E se non sei d’accordo, non me ne frega nulla.
Nel diciannovesimo secolo il problema era che Dio è morto; nel ventesimo secolo il problema è che l’uomo è morto.
L’assoluta impotenza dell’uomo di fronte alla morte lo rende maledettamente consapevole della sua effimera esistenza.
Tutto quello che desiderava erano sei piedi di terra.
Per dormire ci sarà l’eternità.
La maggior parte di noi nasce con l’aiuto del medico e muore allo stesso modo.