Gennaro Keller – Morte
Puoi ingannare il tempo, ma non puoi ingannar la morte!
Puoi ingannare il tempo, ma non puoi ingannar la morte!
Non si muore quando si deve, ma quando si può.
La morte può diventare oggetto di un ardore cieco, di una fame come quella dell’amore.
Scompaiono cose e persone e ci rimangono solo ricordi come tiepide illusioni.
Lo so che ci sei… Fatti vedere ancora per un attimo! Non importa quello che sei, o quello che sarai, sei andato via senza dirmi una parola. Mi guardo in torno ma non c’è ricordo di te, ti guardo su di un pezzo di carta vecchia, ma non sento quel caldo respiro del tuo corpo lacerato dal dolore che ti ha portato via senza chiederti se eri pronto a lasciare tutto e tutti.
Anche se siete morti, vivete ancora dentro me.
Femminicidio. Orrendo termine che fa piangere. Piangi per la crudeltà, per l’arroganza, per la miseria morale di chi decide della vita, per il terrore che s’imprime negli occhi della vittima, per quella fiducia strappata con sangue d’innocenza.Femminicidio, termine che urla il dolore mortale di voci femminili che non hanno vera giustizia in questa società che ritiene di dover essere garante di attenuanti anche nei confronti degli sguardi biechi dell’assassino!Femminicidio come Olocausto. Termini a indicare insieme il male assoluto!