Gaetano Lo Presti – Morte
I giovani che schizzano la notte sulle strade, anche non ubriachi, pensano: “proprio a me deve succedere?”…e così la pensavano anche quelli che sono morti negli incidenti.
I giovani che schizzano la notte sulle strade, anche non ubriachi, pensano: “proprio a me deve succedere?”…e così la pensavano anche quelli che sono morti negli incidenti.
L’uomo muore di freddo, non di oscurità.
Ogni uomo uccide una cosa che ama.
Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
Morire per una fazione è un male comune, ma essere impiccati per un’assurdità è il demonio.
Dopo la more rientremo nel ciclo della materia, rinnovandoci in altri essere viventi come humus.
Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.