Angela Cicolari – Morte
Nel voler morire, e far morire, ad ogni costo quando non serve, per seguire le proprie ingordigie di spirito, non c’è nessuna vittoria.
Nel voler morire, e far morire, ad ogni costo quando non serve, per seguire le proprie ingordigie di spirito, non c’è nessuna vittoria.
Una riflessione riguardo gli eroi: quello che di più triste e insopportabile possa capitare non è il loro tramonto, ma la loro corruzione per evitare il tramonto. Non si rendono conto, forse, che la perfidia, le bassezze e i desideri di possesso, di accumulare potere, giustizia e conoscenza di altri come fossero bottino, rappresentano il loro ultimo crepuscolo.
Quando il mio cuore smetterà di battere, io non smetterò mai di esistere.
Cosa c’è oltre il ponte? C’è chi dice il paradiso, ma io credo ci sia l’inferno. Uno spirito usato, anzi consumato, per costruirsi prole ed esteriorità, è un’illusione. Peggio, forse, il padre ed il maestro che illudono i loro figli, che costruiscono qualcosa con il rapimento e la mensa. Il punto d’arrivo è lo stesso punto di partenza, raso al suolo dalla troppa energia (acqua-fuoco) che lo spirito immette nella realtà. La fonte può diventare termine ultimo di tutte le cose. L’universo è come un albero, che si dirama da un “punto” o “luogo”. Come per tutti gli alberi, troppa acqua lo debilita, se all’apparenza è robusto e bello, all’interno comincia a deteriorarsi, e il suolo dove poggia a cedere, a sfaldarsi. Se “laggiù” c’è una piantagione di alberi, ci sarà la reazione a catena più tremenda che nemmeno un immortale potrà mai immaginare.
C’è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Il coraggio di uccidere non rende grande nessuno.
Chi ruba ai morti è un ladro malvagio, oppure un autore di successo.