Giulia Ioppi – Morte
Se è la morte che fa parte della vita, può la vita far parte della morte?
Se è la morte che fa parte della vita, può la vita far parte della morte?
La sofferenza, vivere la sofferenzaricordi mai spenti, ricordi sempre vivi.Assistere impotenti al lento declino,il corpo assente, occhi lucidi e serenil’amore dei propri cari, l’attesa, la speranza.Un segno. Lo sguardo nel vuoto,mani che si stringono in preghiera,nessun segno, l’anima si liberail corpo inerme, le labbra sorridenteun piccolo alito di vento, un po gelidoannuncia l’imponderabile.La vita ha concluso il suo cammino:Nulla ha potuto la potenza dell’amore.I ricordi che portiamo dentrorivivranno per sempre nell’animacon gioia nei momenti di solitudine.
Chi prende la spada, morirà di spada. Ma chi l’abbandona morirà sulla croce.
L’uomo non dovrebbe credere ai fantasmi, specie dei non defunti.
Fa quasi sempre freddo quando li saluti oppure c’è un sole pallido come i visi di chi li circonda i morti non si sa dove andranno a finire perché sono sempre vivi e le lacrime non servono e neppure gli applausi loro non sentono.
Perché non si parla mai apertamente della morte? È quasi come se fosse un tabù, un argomento ignobile, eppure la morte è l’unica cosa certa che c’è nella vita.
Ci sono momenti in cui capisci quanto bella, importante e breve è la vita.Purtroppo, questi attimi, coincidono con la morte di qualcuno vicino a te.