Anonimo – Morte
A mal mortale né medico né medicina vale.
A mal mortale né medico né medicina vale.
[parlando della madre] Non rattristiamoci di averla persa, ma ringraziamo di averla avuta.
Sappiamo di dover morire ma non ci crediamo.
Ho visto i miei occhi riflessi nello specchio dell’ anima, il puro terrore; la follia della paura; la pazzia furente e urlante della mostruosità: ho visto la Morte. Ed essa mi guardava dal di dentro dello specchio con cieco desiderio. Desiderio di avermi; di ghernirmi; di possedermi… per sempre. Ho visto le sue lugubre e agghiaccianti dita, scarnificate, putrescenti, oscene, allungarsi in una specie di carezza sul mio cuore; ma volevano solo strapparlo per portarlo lontano… Ho visto la sua falce lunata mietere attorno vite… e per poco non cadevo anche io sotto il mortale girotondo… Ho visto il suo volto specchiarsi nel mio e diventare me stessa, rubandomi gli occhi, l’anima e i pensieri… Sono affogata in una melma di nera pece, ma poi ha schiuso la stretta ed ho nuovamente respirato. Ho visto il mio cadavere tornare alla superficie della vita e poi di nuovo affondare nel nulla, perché l’attesa ormai si è fatta così reale e distinta, da non permettermi più di discernere fra l’Adesso e il Niente…
La malattia, la follia e la morte, erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla.
Ciò che non è fisso non è niente. Ciò che è fisso è morto.
Tutto quello che conta non è vivere, ma saper morire.