Francis Quarles – Morte
É il destino dell’uomo, quello di morire una sola volta.
É il destino dell’uomo, quello di morire una sola volta.
La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto sento i tuoi passi, che esistono come io esisto.
Si muore anche di silenzio. Le parole taciute finiscono per soffocarti.
I morti hanno la fortuna, rispetto ai vivi, di non poterci deludere.
Se si aspetta di morire per scoprire la vita dopo la morte, non si trova nulla.
I misteri che si celano dietro la morte sono infiniti… come i ricordi delle persone che abbiamo amato.
E quando io volgo intorno lo sguardo e vedo questa camera, e gli abiti di Carlotta e le carte di Alberto, e i mobili che mi sono familiari, e perfino il calamaio, penso: “Tu immagini di esser tutto per questa casa! I tuoi amici ti apprezzano; spesso tu procuri loro la gioia e pensi che non potresti vivere senza di loro, eppure se tu te n’andassi, se tu scomparissi dalla loro cerchia? Sentirebbero, e per quanto tempo sentirebbero il vuoto che la tua perdita lascerebbe nella loro esistenza? Per quanto tempo? L’uomo è così effimero che anche lì dove più sicura è la sua esistenza, dove egli imprime l’unica vera traccia della sua presenza e cioè nel ricordo, nell’anima dei suoi amici, anche lì deve annientarsi e sparire, prontamente sparire!”