Erik Medda – Musica
Non importa quanto difficile possa essere o quanto sangue dovranno perdere le mie stanche dita, esse continueranno a muoversi e la mia Chitarra ad Urlare…
Non importa quanto difficile possa essere o quanto sangue dovranno perdere le mie stanche dita, esse continueranno a muoversi e la mia Chitarra ad Urlare…
Ah la musica, ah come è amore, dolce e leggero eppure ci solca, ci trafora, ci apre e fa entrare tutto con essa, tutto quello che possiede. E vorrei anch’io essere una canzone per vedere cosa c’è in te, per lasciare la mia traccia per farti conoscermi. Ogni dettaglio mio sarà tuo anche quello che non ricordo o che non conosco ed io abiterò in te e tu mi amerai, di più sempre più e non ci saranno segreti. E saremo infinito perché come la tua canzone preferita che penserai di aver dimenticato in un lontano futuro al risentirla ti ricorderà che è sempre rimasta e ti commuoverai perché non ti ha voluto abbandonare.
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.
Per me il dono della musica è stata una benedizione di Dio da quando ero bambino!
La musica è sempre stata il mio rifugio preferito. Lei mi appaga l’anima, non mi tradisce mai. Mi chiudo nel mio silenzio e la lascio fare. Mi prende per mano e mi porta lontana, dove solo gli animi in tempesta trovano pace. Lì lascio libere le mie emozioni, finché non mi sento appagata.
Amo ascoltare la musica, mi piace così tanto che a volte ho paura di diventare sordo, anche se è diverso… è come un pilota che corre e ha paura di morire ma gli piace… lui corre, quindi anch’io ascolto.
Ho imparato che è meglio ascoltare la musica, che ascoltare le persone.