Gaston Leroux – Musica
Quella musica mi ha portato nella Gioia e nel Dolore, nel Martirio nella Disperazione, nell’Allegra, nella Morte e nel Trionfo!
Quella musica mi ha portato nella Gioia e nel Dolore, nel Martirio nella Disperazione, nell’Allegra, nella Morte e nel Trionfo!
La musica per me è quella cosa che serve solo a rigirare il coltello nella piaga.
La musica, lei si che è mia amica, con lei sto davvero bene, non ha bisogno di consigli lei sa quando ho voglia di ridere, e quando sento il bisogno di piangere un po’, lei ha saputo consolarmi quando altri non ci sono riusciti, lei mi è stata accanto quando sono rimasta sola a guardare qualcuno che stava per lasciarmi per sempre, e nelle notti silenziosi e tristi, è stata sempre lei a tenermi compagnia, la musica è la mia vita, lei mi ha sempre dato tutto senza chiedermi mai nulla in cambio.
Il pensiero è l’arte più raffinata. La poesia, una delle sue espressioni più soavi. Il disegno, la sua opera più grande. La musica raccoglie il tutto con una felice fusione tale da colpire in fondo il cuore nobile cell’ascoltatore.
Musica… il linguaggio universale dei sentimenti.
Non c’è niente di più bello di accendere lo stereo e iniziare a comunicare le parole espresse da una canzone con il linguaggio del corpo, esprimere l’emozioni che esse danno semplicemente danzando, rendendole libere di essere visibili ai nostri occhi ancora inesperti di certe passioni che solo i movimenti e la fatica di spostare con agili mosse quell’aria presente e impercettibile ci possono trasmettere.
Maurizio Ortolani, colonna sonora della mia vita ha traslocato le sue note nell’arida terra, ma la sua melodia è in me. Ricordo che m’insegnò ad entrare nei componimenti, diceva di un brano che ti emoziona “Va ascoltato tre volte”. Tre è un numero ricorrente nella vostra religione e per me la musica è un culto. La prima volta devi prestare attenzione solo alla voce cercando d’esularla dalla musica che ascolterai la seconda volta comportandoti al contrario, la terza volta sentirai solo lo strumento che più t’illumina. Ancora oggi volteggio nella stanza buia sorridendo al flauto di Ian Anderson. È così che diverrà più d’un emozione, sarà un organo in più del tuo corpo… penso con le lacrime agli occhi quale possa essere il motivo che possa accompagnare il mio viaggio… piango perché troppo poca è una morte sola.