Giulia Guglielmino – Musica
Guardando in faccia il silenzio trovai la parole e mi accorsi che stavo già danzando…
Guardando in faccia il silenzio trovai la parole e mi accorsi che stavo già danzando…
Sentire il corpo, ascoltarlo, muoversi, sentirne i lamenti e scoprine i punti forti, sentirsi con il corpo dentro il paesaggio e confondere la fatica della pedalata con la fatica della terra che gira su se stessa e poi intorno al sole fino a girare come se fosse un anello della concatenazione dei satelliti e delle stelle degli elettroni e dei nuclei e scoprire nel movimento rotondo la chiave del movimento in avanti.
Ho notato che i momenti belli non li sento quando li vivo, ma li rimpiango quando li ricordo.
Il buio, caldi respiri, stridule note, pause vibranti, ritmi suadenti, un atmosfera accogliente, accenti, sincopati sospiri. Una lingua di battiti e silenzi in fuga. Tutto è buio.
Basta una semplice scala di Do ben fatta per conoscere la valenza del suonatore.
Certe canzoni sono un’offesa alla canzone. Per alcuni sarebbe un buon atto di coscienza non comporre note né parole, se quelle note e quelle parole fanno male a chi le ascolta.
Dietro ogni maschera c’è il suo opposto.