Cecilia Piras – Nemico
Un nemico mi provoca, mi provoca, mi provoca, ma lo vedo piano piano farsi piccolissimo: il mio cuore ha preso già l’aereo per l’infinito.
Un nemico mi provoca, mi provoca, mi provoca, ma lo vedo piano piano farsi piccolissimo: il mio cuore ha preso già l’aereo per l’infinito.
Ce l’hanno con me? Pazienza, il problema è solo di chi si vuol occupare della mia vita non certo mio.
L’egoismo è la fonte di ogni male dell’umanità. Esso ha il potere di generare un odio, capace di rendere una società sopraffatta dal male.
Le rivincite non servono. La vendetta lascia il sapore che trova la cosa migliore è sorridere perché oggi ciò che passo io un giorno toccherà sicuramente anche a te. La vita è una ruota che gira e prima di far lo stesso giro da tutti passa.
La guerra sussurrò tante volte di essere lasciata in pace e la pace rispose: io ti blocco la strada e ti circondo, perché sono io il mondo.
Gli artefici del male circolano ovunque e sono maestri della sofferenza, hanno veleni sottili, nessuno li scorge fintantoché ne subisce i suoi effetti letali, la loro vera natura la si percepisce solo dopo essere caduti nel loro buonismo da teatro.
Ho saputo attendere sulla riva del fiume e adesso vedo passare il cadavere del mio nemico. Questo non mi dà soddisfazione, anzi provo tristezza, perché se non mi avesse ferito avrei potuto salvarlo.