Francesco Corallo – Paradiso & Inferno
Per apprezzare il paradiso, prima bisogna passare dall’inferno.
Per apprezzare il paradiso, prima bisogna passare dall’inferno.
Mi preferirei all’inferno piuttosto che in quel purgatorio transitorio e sospeso dove, come ripostiglio, vengono ammassati i più. Di paradiso non c’è orizzonte alcuno. Né lo vorrei. Mi tengo le miei piume ammazzate ché la mia “voliera” è un reame.
È meglio vivere incatenati sotto terra senza poter volare che stare in paradiso ed essere soli.
C’è un inferno da cui fuggire e un paradiso in cui restare, ecco cosa rappresenta la scrittura. Puoi diventare qualunque cosa e mimetizzarti, puoi trasformarti divenire per poi ritornare allo stato originario. La scrittura non ha dogmi rigidi, non rema contro la natura di chi la usa e non ha perimetri.
Non c’è peggior inferno che trovarsi intrappolati in un paradiso, che non assomiglia minimamente a ciò che si era immaginato.
Resterò quello che sono, anche se mi costerà un biglietto eterno per un luogo molto più a sud del paradiso…
Non esiste paradiso senza prima aver attraversato l’inferno.