Anonimo – Poesia
Nell’intelletto non vi è nulla che non sia stato prima nei sensi.
Nell’intelletto non vi è nulla che non sia stato prima nei sensi.
Lui è morto, ha portato via con se il caldo, il sole. Io non lo so cosa c’è dopo la morte, so solo perchè mi ha rubato l’amore, adesso sono incavolata nera con lei, perchè lui era mio, perché me l’ha strappato dalle mani, forse dovrò saldare questo debito con la signora nera, forse capirà la mia rabbia, ma quando la incontrerò di sicuro mi restituirà ciò che è mio, allora lo sarà per sempre.
Se la mia mente potesse parlare direbbe “ti voglio”, se il mio corpo potesse parlare direbbe “ti desidero”, se il mio cuore potesse parlare direbbe “ti amo”.
D’estate basta una scintilla per far divampare un’incendio. Io quest’estate spero che arrivi quella scintilla che divampi il mio cuore.
Lega di più il vincolo del matrimonio o una convivenza? Nella convivenza c’è forse uno stimolo in più per non far spegnere la fiamma della passione e dell’amore? Forse lo stimolo che in fin dei conti si è liberi?
Io me ne accorgerei subito se una donna fingesse con me.
Vaghi tra le nebbie del tempo, alla ricerca di un’anima perduta… forse siamo davvero noi, teneri amanti nella cupa foschia a rincorrerci, in questa valle senza vento.