Antonio Pistarà – Abilità
Ho capovolto la mia vita ma ho anche perso cose a cui tenevo: “la prossima volta guarderò prima nelle tasche…”
Ho capovolto la mia vita ma ho anche perso cose a cui tenevo: “la prossima volta guarderò prima nelle tasche…”
Oggi ci sembra impossibile che nella Roma dei Cesari anche gli analfabeti parlassero latino.
Abbandonarmi alla disperazione? No, preferisco la tentazione anche se dovrò passare dalla dannazione!
E ognuno pensa, forse, e non si confonde nulla in tutto ciò.
Il mistero della scrittura è che in essa non c’è alcun mistero.
La carne di cui sono fatto non conosca riposo, sollievo, estasi o tregua se la stessa che mi compone non combatta, con l’ultima delle cellule che la compone, a cambiare la più grande convenzione del genere umano: “il destino”.Non esiste il destino; esiste la molteplicità di “opere, fatti, parole, comportamenti” e l’essere nella sua infinita espressione concettuale convenzionale, bigotta e retrograda che “il destino” prende senso a cui noi attribuiamo le colpe o le fortune della nostra vita.Il destino è la conseguenza dell’essere umano che con il suo limite fatto di una materia, spesso, non alimentata, la stessa, che con altra materia nell’implosione esistenziale chiamata miseramente “destino”.
È bene non avere vizi e male non avere tentazioni.