Alexandre Cuissardes – Politica
A dirci che dobbiamo cambiare sono spesso quelli che non cambiano mai.
A dirci che dobbiamo cambiare sono spesso quelli che non cambiano mai.
Il consenso popolare si ottiene con i tanti discorsi che illudono e si perde con le tante mancate promesse che deludono.
Quando la massa e la stampa e il mondo intero ti dicono di spostarti il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: no, spostati tu.
Le bugie in politica non hanno mai le gambe corte.
Una vicenda terrificante rispetto alla quale si consiglierebbe di non fare strumentalizzazioni politiche, soprattutto da parte della maggioranza che avendo governato cinque anni non ha stabilito alcuna norma più severa per chi commette delitti efferati.
Non solo l’autorità delle leggi ci impone la disuguaglianza e la miseria, ma si prodiga anche affinché si diffonda un pubblico consenso.
Nei cinque anni di governo del centrodestra, mai una volta Silvio Berlusconi si è fatto vedere in piazza il 25 aprile, mai una parola dedicata agli antifascisti, d’altra parte governare con gli eredi di Mussolini ha un prezzo che si deve pagare. Comunque, il Cavaliere, in piedi a Milano in piazza del Duomo, al fianco di partigiani come Ciampi, Boldrini e poi Tina Anselmi, Oscar Luigi Scalfaro, Massimo Rendina, Checco Berti Arnoaldi, Giovanni Pesce, Bruno Trentin, Giorgio Bocca, Pietro Ingrao, Rossana Rossanda, Giuliano Vassalli, e i compianti Luigi Pintor e Aldo Aniasi, sarebbe stato ridicolo nonostante il ruolo istituzionale.