Edvania Paes – Religione
I miei peccati li pago a peso d’oro, ma non li baratto con due preghiere tanto per sentirmi libera di peccare ancora. Prego, invece, di avere tanto oro da pagarli tutti.
I miei peccati li pago a peso d’oro, ma non li baratto con due preghiere tanto per sentirmi libera di peccare ancora. Prego, invece, di avere tanto oro da pagarli tutti.
Ci sono atei di un’asprezza froce che tutto sommato si interessano di Dio molto più di certi credenti frivoli e leggeri.
Dammi castità e continenza, ma non subito.
La mia religione consiste di un’umile ammirazione per l’illimitato spirito superiore che rivela se stesso nei leggeri dettagli che siamo capaci di percepire con la nostra mente gracile e debole.
Una volta, in russia, un astronauta e un neurochirurgo si misero a discutere sulla fede cristiana. Il chirurgo era credente, l’astronauta no. “Sono stato nello spazio tante volte”, si vantava quest’ultimo, “ma non ho mai visto un angelo”. Il chirurgo, dopo un attimo di riflessione, ribattè: “e io ho operato una gran sfilza di cervelloni, eppure non ho mai visto un solo pensiero”.
Ogni persona seriamente risoluta nella ricerca della scienza diventa convinta che nelle leggi dell’universo si manifesta uno spirito, uno spirito di gran lunga superiore a quello dell’uomo, e uno di fronte al quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili.
La fede, così come l’amore, non passa attraverso la ragione.