Carlo Maria Martini – Religione
Dobbiamo entrare nella preghiera come poveri non come possidenti.
Dobbiamo entrare nella preghiera come poveri non come possidenti.
Anche la bestemmia, come conferma il libro di Giobbe, è una forma di preghiera. Esprime un’istanza metafisica, tipica della preghiera degli atei, nel limite e nella solitudine: è una forma di superamento del limite imposta dall’impotenza che l’uomo avverte per sé.
Che Dio si benedica.
La ricerca della fede è sete d’eterno.
Padre sia fatta sempre la Tua e non la mia volontà, perché io conosco il mio oggi, ma tu possiedi tutti i miei domani. Non togliermi il dolore, le avversità dai miei giorni, ma restami accanto perché io le possa annientare!
Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell’economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai.
Dio ci mette quotidianamente di fronte a nuove prove. So anche che non ci darebbe mai una croce più grande di noi o comunque al di sopra delle nostre capacità fisiche e di comprendonio. Non ci da quello che chiediamo ma quello di cui abbiamo bisogno. Spesso non lo sappiamo quale sia la cosa che ci serve a stare meglio. Allora chiedo a Dio di scansionare oltre mio cuore di aiutarmi a capire meglio la vita e scoprire ciò di cui ho veramente bisogno.