Stefano Del Degan – Ricchezza & Povertà
Nell’appagamento risplende la vera “ricchezza”; essa risiede nella semplicità e nella limpidezza dell’essere interiore, ma la nostra cecità ci spinge all’accumulo di falsi “miti”.
Nell’appagamento risplende la vera “ricchezza”; essa risiede nella semplicità e nella limpidezza dell’essere interiore, ma la nostra cecità ci spinge all’accumulo di falsi “miti”.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
La ricchezza porta agio ma in molti casi impoverisce lo spirito.
Il tempo inesorabilmente scorre, solcando continuamente l’essere imponendo dubbi e certezze nel pensiero del viandante.
Distilla l’Armonia dell’Essere nel corpo il cui abiti e, tutto avrà significato nel mutare del tempo.
La vita non è un foglio bianco sul quale dobbiamo forzatamente impressionare il nostro essere, ma un semplice abitare nel colorato esistere.
La ricchezza non esiste.Se ci fosse…Sarebbe giovinezza senza vecchiaiae vita senza morte.