Alfred Tennyson – Ricchezza & Povertà
Quell’eterna mancanza di soldini che tormenta gli uomini pubblici.
Quell’eterna mancanza di soldini che tormenta gli uomini pubblici.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
Se alla gente si concede il superfluo finirà col pretendere il necessario.
Lo tengo per vero, qualsiasi cosa accada.Lo sento quando più io soffro:È meglio aver amato,…
Non ho niente, forse sarò pezzente, ma mi sento ricco dentro.
La povertà maggiore è quella d’animo e di cuore.
Il denaro e gli stupidi, prima o poi, prendono strade separate.