James Joyce – Ricchezza & Povertà
La Fantasia mette radici dove la realtà vuol morire.
La Fantasia mette radici dove la realtà vuol morire.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
La povertà è la ricchezza più bella. Ti rende vero, umile, soprattutto di cuore.
L’avaro fa numerosi testamenti. Hanno per lui il fascino di spese che sa di non fare mai.
L’ambizioso deve sempre lottare contro la sua epoca con le armi dell’epoca. Nella nostra epoca si ha il culto della ricchezza e il nostro Dio è l’oro. Per riuscire occorre la ricchezza, quindi ad ogni costo bisogna essere ricchi.
I poveri sono persone diseducate al benessere.
Se il fine giustifica i mezzi, il denaro è un fine o un mezzo?