Marcella Santoro – Ricordi
Stringere tra le braccia un ricordo è una grande emozione.
Stringere tra le braccia un ricordo è una grande emozione.
Vivere nel passato è un’attività stupida e solitaria. Guardarsi indietro fa male ai muscoli del collo, ti fa sbattere contro la gente impedendoti di andare diritta per la tua strada.
I miei ricordi più belli sono racchiusi nelle pazzie che ho fatto nell’arco della mia vita.
Dovremmo imparare ad usare i ricordi come dei vestiti. Oggi ho voglia di ricordarti quindi t’indosso, oggi sono troppo triste per farlo ti appendo nell’armadio. Lo so che non funziona cosi, ma sarebbe bello poterlo fare davvero.
Quanto sono subdoli, riescono perfettamente a mimetizzarsi nella quotidianità di un oggetto dimenticato nel cassetto, nella banalità delle parole di una canzone che distrattamente passa in radio, nella stanchezza di un tramonto. Restano nascosti nell’oscurità dei vicoli ciechi dell’animo per giorni, mesi, anche delle vite intere per poi palesarsi in tutta la loro sadica maestosità, liquefacendosi e solcando il tuo viso come un aratro arrugginito su terra friabile. Tu sei lì, inerme, a farti travolgere, barchetta di carta nel ruscello, ad osservare stupefatto la tua vita in fiamme e un secchio di lacrime in mano per spegnerle, incapace di ricordare che devi dimenticare. E li chiamano semplicemente ricordi.
È solo un ricordo impigliato tra le ciglia.
I ricordi sono come stelle, puntini nel firmamento della nostra vita ecco perché al tramonto sono più lucenti.