Raffaele Direnzo – Ricordi
Non si può vivere solo di ricordi. Si perderebbero le opportunità del presente.
Non si può vivere solo di ricordi. Si perderebbero le opportunità del presente.
E resto qui inerme, in solitudine ascoltando i battiti quando rivedono quello che fu, che mi rese felice. Resto in silenzio a fissare il mare dei miei ricordi.
L’amicizia è paragonabile ad un edificio di cinque piani. Al primo c’è la fiducia, al secondo la comprensione, al terzo la complicità al quarto, il rispetto e al quinto l’abnegazione. Sono tutti indispensabili, se però le fondamenta non sono edificate sulla pietra angolare dell’umiltà, alla prima scossa di crisi il palazzo cesserà di esistere.
Appartengo a quelli degli anni ’80. Il periodo dei paninari, noi che andavamo in giro con i jeans strappati e gli anfibi. Io mezza dark vestivo sempre di nero con i capelli colorati, imponevo il mio carattere. Noi, che sognavamo con poco e credevamo di avere il mondo in mano, dimenticando che ci mancavano pure i soldi per il panino, oggi siamo dirigenti, impiegati, avvocati, dottori, ma la mente ci porta sempre a quegli anni, eravamo veri e spensierati.Oggi il quotidiano a volte ci costringe a reprimere gli anni ’80 nascosti nella nostra anima, ma in fondo in fondo, quei ragazzacci degli anni ’80 ci danno la forza per combattere questa vita.
Gli anni che si danno alla fuga, diventano ricordi nella nostra vita, e da oggi altri ricordi iniziano a farsi strada.
Il silenzio, il silenzio che non ha un suono, che non ha un volto, che non ha una voce, ma che ha mille ricordi nitidi, ricordi inafferrabili, incancellabili, ricordi che non ti lasceranno mai.
Conserva le foto, del tuo vivere. Sono la pagine della tua vita.