Umberto Eco – Frasi Sagge
Come non cadere in ginocchio davanti l’altare della certezza.
Come non cadere in ginocchio davanti l’altare della certezza.
Non credo ai complimenti, mi fido quanto basta dei sorrisi, ma sono disarmato di fronte a un abbraccio.
A volte le pazzie fanno bene, ti fanno capire che sei viva, e ti fanno sorridere mentre tu parli e ti chiedi perché io ho fatto qualcosa che tu non hai avuto il coraggio di fare, come per esempio lasciare stare i pregiudizi della gente e seguire solo il mio cuore!
Spesso chi scrive segue l’onda del suo stato d’animo, del suo umore, della chiacchierata appena conclusa, dell’ultimo ricordopubblicata da motiviinviola il giorno Sabato 29 dicembre 2012 alle ore 4.05 ·che l’ha fatto sorridere o che l’ha rattristato. Spesso segue la trascinante onda di una risata o la delusione di un sentimento. Ma come unico scopo ha quello di indagare la realtà. La propria realtà e quella, percepita, di chi gli sta a cuore. A volte indaga con una tale crudezza da dare l’impressione di non essere capace di amare neppure sé stesso. A volte quella che sembra crudezza o – in alcuni casi – egoismo, non è altro che un’immensa voglia di vedere un sorriso, o un sogno realizzarsi. Si possono passare anni ad analizzare, scoprendo volta per volta tante sfumature diverse. Dando altro valore a ciò che pensavamo accantonato. Incassando incomprensioni e fraintendimenti dovuti solo alla fretta di chiudere la bocca di qualcun altro. Ogni critica che rivolgiamo a qualcuno, può essere lontana dall’intenzione di offendere; può essere anche un grido di aiuto verso noi stessi per interiorizzare sofferenze e passi falsi. Ho criticato fino allo sfinimento certe mie scelte, diventandone inevitabilmente vittima. Ora semplicemente osservo, come attraverso un vetro filato, la mia immagine distorta e tutto il riflesso che si porta dietro. Se qualcuno, per vedere meglio, prende il vetro e si taglia una mano, forse ha la mia stessa curiosità. Io riconosco il mio volto tramite i giochi di luce di questo vetro. Fatico a rimettere insieme i miei lineamenti perché non si vedano i punti di sutura. Appaio sfinita, cinica, inerme, rassegnata, dolorante, chiusa e probabilmente detestabile. Chi scrive affronta tutto questo ogni giorno, ma forse dimentica che non è il solo a vedere il proprio viso in frantumi. E che a ogni violenta riflessione, corrisponde uno stravolgimento della propria anima. Un sussulto, un ribaltamento, un urlo sguaiato e inquietante, una smorfia di dolore, una lacrima, un sorriso isterico, uno sprazzo di lucidità, un conato di vomito, uno spasmo, la stanchezza, la tensione estrema, il rilassamento, il sonno dei sensi. Un ribaltamento, uno sbalzo umorale continuo, che si risolve spesso nel tempo di un pensiero, ma che non ha motivo di essere considerato killer.
L’aforisma è un momento di lucida follia dal quale scaturisce una suprema verità.
Bisognerebbe pensare al tempo come una opportunità, cogliere tutte le occasioni che ci offre e trarne il massimo benefico. È inutile indugiare troppo sulle situazioni, rimanere nel dubbio se fare certe cose o aspettare per vedere se. No, il tempo, il nostro tempo va sfruttato. Cogli l’attimo, vivi la vita.
L’esperienza è un accumulo confuso di vaffanculo dati e ricevuti.