Jonis Joplin – Frasi Sagge
Non venderti: sei tutto ciò che hai.
Non venderti: sei tutto ciò che hai.
Un frutto non rinnega il fiore che lo partorisce. Un fiore non dimentica il ramo che lo sostiene. Un ramo non tradisce la radice che lo nutre. La radice non inganna la terra che respira.
Dimmi chi sono i tuoi compagni e ti dirò chi sei.
La speranza è l’ultima a morire, ma è la prima ad uccidere.
Le nostre passioni non sono in fine del conto che gli effetti delle nostre illusioni.
Sarei capace di dimenticare anche il pranzo odierno, ma mai il male ricevuto.
Stanca saresti, buona signora, se le tue disgrazie fossero, in numero, uguali alle tue fortune; e tuttavia, a quel che vedo, c’è chi è malato dalla sazietà, perchè ha troppo, e chi langue d’inedia, perchè non ha nulla; e non è felicità da poco il trovarsi nel giusto mezzo: la supefluità conduce più presto ai capelli bianchi, mentre la misura ha vita più lunga.
Un frutto non rinnega il fiore che lo partorisce. Un fiore non dimentica il ramo che lo sostiene. Un ramo non tradisce la radice che lo nutre. La radice non inganna la terra che respira.
Dimmi chi sono i tuoi compagni e ti dirò chi sei.
La speranza è l’ultima a morire, ma è la prima ad uccidere.
Le nostre passioni non sono in fine del conto che gli effetti delle nostre illusioni.
Sarei capace di dimenticare anche il pranzo odierno, ma mai il male ricevuto.
Stanca saresti, buona signora, se le tue disgrazie fossero, in numero, uguali alle tue fortune; e tuttavia, a quel che vedo, c’è chi è malato dalla sazietà, perchè ha troppo, e chi langue d’inedia, perchè non ha nulla; e non è felicità da poco il trovarsi nel giusto mezzo: la supefluità conduce più presto ai capelli bianchi, mentre la misura ha vita più lunga.
Un frutto non rinnega il fiore che lo partorisce. Un fiore non dimentica il ramo che lo sostiene. Un ramo non tradisce la radice che lo nutre. La radice non inganna la terra che respira.
Dimmi chi sono i tuoi compagni e ti dirò chi sei.
La speranza è l’ultima a morire, ma è la prima ad uccidere.
Le nostre passioni non sono in fine del conto che gli effetti delle nostre illusioni.
Sarei capace di dimenticare anche il pranzo odierno, ma mai il male ricevuto.
Stanca saresti, buona signora, se le tue disgrazie fossero, in numero, uguali alle tue fortune; e tuttavia, a quel che vedo, c’è chi è malato dalla sazietà, perchè ha troppo, e chi langue d’inedia, perchè non ha nulla; e non è felicità da poco il trovarsi nel giusto mezzo: la supefluità conduce più presto ai capelli bianchi, mentre la misura ha vita più lunga.