Francesco D’Agostino – Scienza e tecnologia
Sempre secondi fini mai fini a se stessisempre terzi incomodi in un mondo di progressi…
Sempre secondi fini mai fini a se stessisempre terzi incomodi in un mondo di progressi…
Non biasimo le persone che non rispondono a un messaggio, solo se, sono effettivamente cosi tanto occupate da fare quel genere di cose del tipo, salvare il mondo dalla fame e dalla guerra oppure contribuire al progetto di spedizione spaziale su Marte.
Il concetto di progresso è un meccanismo protettivo che ci difende dai terrori del futuro.
Ritraggo la tua sensualità guardandoti con naso esperto, ti tocco con gli occhi di chi solo può conoscerti fino in fondo, le mie labbra leggono tra le righe delle tue vene ispiratrici, mi soffermo all’apparenza con le ignobili mani parche di vita, delineo sottofondi musicali con i piedi infreddoliti, ti stringo forte al petto con il ginocchio sindrome di lontananza, mi affaccio al mondo con capelli d’altri tempi, serpeggio nell’infinito stimolando la lingua con visioni sublimi…
Alla domanda che si può formulare: “Che cosa è il nostro universo?”. Si potrebbe rispondere forse: “Una molecola di una materia infinita?”. Potrebbero esserci i presupposti?
Vasteimmense distese di stomacoincarnano il lugubre viaggiosembra un miraggioilluminato dalla scia nefastadi una casta lumacamentre si infrangono i dogmise ne formano di nuovise ne troncano di rovii rovi alle prime armii rovi con i quali vuoi dannarmii rovi dell’amarmi.
Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato.