Cirillo Filippo Vescera – Società
Siamo ignari di essere custodi della propria salute, in un mondo che si ciba del nostro male.
Siamo ignari di essere custodi della propria salute, in un mondo che si ciba del nostro male.
Studiando storia nelle scuole, si riesce a comprendere e capire quanto siamo coglioni.
Il potere non è altro che la capacità di predire, con la massima precisione, i comportamenti altrui.
È il contatto che ci manca in una società dove si predilige il rapporto virtuale. Entri in un luogo pubblico e, mentre sei lì che aspetti, son tutti ipnotizzati davanti allo schermo del proprio Iphone. Niente dialogo, scambio di battute, tutto un botta e risposta su Whatsapp, o interminabile interagire coi giochi sui social. Pare non abbiamo più nulla da raccontarci, da inventarci. Solo un copia incolla di link da mandarci, di frasi fatte, di messaggi brevi, magari inaccessibili come codici fiscali, musica da postare, ma il linguaggio è fermo. Trovandoci uno di fronte all’altro o in comitiva ognuno guarda il proprio cellulare, pare sia lui il protagonista di ogni conversazione, sia lui a parlare per noi, più di noi. È il contatto, quello di sguardi, di sorrisi, di discorsi, è il contatto che ci manca.
La vera soddisfazione è restare se stessi in un mondo di falsi.
Il mondo è iniquità: se l’accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice.
Quello di più brutto che ho visto nel mondo è stato gente calpestarsi per stronzate e non darsi una manoper cose serie!