Marco Cappiello – Società
Se l’Italia è così a pezzi è perché i politici non fanno il loro dovere, la polizia non fa il suo e anche noi cittadini non facciamo il nostro dovere… ma la camorra e la mafia fanno i pieno il loro dovere anzi vanno oltre…
Se l’Italia è così a pezzi è perché i politici non fanno il loro dovere, la polizia non fa il suo e anche noi cittadini non facciamo il nostro dovere… ma la camorra e la mafia fanno i pieno il loro dovere anzi vanno oltre…
Per un uomo un grande naso è segno di intelligenza, di cortesia, di affabilità, di generosità, e di liberalità.
Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell’autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati.
Il riduzionismo solitarista dell’identità umana ha conseguenze di ampia portata. Un’illusione evocata per dividere gli individui in categorie straordinariamente rigide può essere usata per istigare scontri fra gruppi.
Io sto dalla mia parte, ma sto anche dalla tua. Se ho un pane lo divido con chi non ne ha, non con chi ne ha troppo, lo lascia ammuffire e poi lo butta, proprio come chi ha i soldi in banca e non li investe in lavoro.
Nessuno può salvare il mondo, ma ognuno può scegliere di spegnere la “scatola vuota parlante”, uscire per le strade, osservare, ascoltare e parlare con la gente. Incontrarsi, unirsi, proporre idee, realizzare ideali per migliorarci e vivere alla pari. Il cambiamento non è un’utopia, e si può raggiungere se si cammina uniti, insieme, e non divisi tra bandiere di partiti i cui adepti fanno soltanto i propri interessi. Se poi le persone dei “neonati movimenti apartitici” si stringono le mani, (il tempo al presente è voluto) il cambiamento nasce, cresce, matura e migliora la vita di tutti; pensiamo ai bambini e alle bambine che sono gli uomini e le donne di un domani molto vicino, perché siamo noi, in parte, responsabili del loro futuro.
Il governo, nella migliore ipotesi, non è che un male necessario; nella peggiore, un male intollerabile.