Georges Bizet – Società
Il cielo aperto la vita errante, per paese l’universo e per legge la tua volontà e soprattutto una cosa inebriante: la libertà.
Il cielo aperto la vita errante, per paese l’universo e per legge la tua volontà e soprattutto una cosa inebriante: la libertà.
La longevità e la prosperità di una nazione dipendono dal benessere delle famiglie. La pietra miliare di una comunità, di una società e della politica è la famiglia, non l’individuo. L’enfasi per l’interesse individuale porta la nazione al collasso.
Noi giovani siamo troppo violenti, magari un po’ fuori di testa, ma l’unica cosa che ci differenzia dagli altri: è che loro ragionano col cervello, noi gente pazza ragioniamo col cuore.
Un innocente che marcisce in carcere rende marcia tutta la società, un colpevole che cammina libero la offende.
Anche noi in quegl’anni eravamo convinti come messaggeri di pace d’uguaglianza di rispetto verso l’universo Di poter cambiare il mondo. Quando poi ci siamo resi conto di essere solo uomini simili o peggiori dei precedenti Con il nostro egoismo i nostri mille difetti le nostre infinite debolezze Abbiamo capito che prima l’uomo deve imparare cambiare se stesso Altrimenti il mondo cambierà per sempre l’uomo.
Quando la legge è soddisfatta, la società non lo è, essa conserva le sue differenze, e fa di tutto per giustificarle a sé stessa; essa rende il forzato liberato un essere impossibile; essa deve rendergli tutti i suoi diritti, ma gli interdice di vivere in una certa zona.
Essere e agire, l’antitesi di apparire e rimanere a guardare.