Guido Milanese – Società
La società di oggi è profondamente cambiata rispetto a quella di ieri, ma nella società di oggi troviamo quello che ieri erano definite pure e semplici illazioni.
La società di oggi è profondamente cambiata rispetto a quella di ieri, ma nella società di oggi troviamo quello che ieri erano definite pure e semplici illazioni.
In questo schifo di mondo niente vale un centesimo se non abbiamo nessuno con cui condividerlo.
Quando in una partita di calcio una squadra perdeha perso tutta la squadranon solo quelli che hanno giocato peggio.Se poi lo spettacolo è stato bruttovuol dire che entrambe le squadre hanno giocato male.Qualcuno spieghi ai politici che visti i risultati che abbiamo davanti agli occhi la politica tutta ha perso,non l’una o l’altra parte,quindi paghino tutti.
“L’Italia (oggi) è una Repubblica fondata sulla democrazia e sulla libertà di pensiero”, ergo;”l’Italia (oggi) è una Repubblica fondata sulla burocrazia imperante”, le corporazioni, i massoni, le lobby, le caste: politiche, mediche, mafiose, amministrative, legislative, cattoliche, baronali nella completa sudditanza di un potere che non appartiene a nessuno schieramento politico ma solo al perseguimento del profitto personale. Forgiamoci sulla pelle l’ideologia pilota del grande maestro di pensiero e di rappresentazione artistica del capolavoro dei lavoratori in marcia del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, un’opera che fa parte della memoria collettiva italiana e che con la sua celebrità è diventata il manifesto della speranza di un mondo nuovo con cui si chiudeva il XIX secolo.
Perché mi devo vestire bene? Cos’è questa gentilezza nei confronti altrui?
Gli uomini che vogliono cambiare il mondo sanno raramente che cosa si deve fare; la loro immaginazione è sempre lontana della realtà.
Molti elettori, troppi elettori, danno il loro voto di preferenza al candidato, che in fase di propaganda elettorale, fa le promesse più strabilianti, quello che le spara più grosse. Questi elettori, che certamente hanno mandato il loro cervello (ammesso che ne abbiano uno) in pensione, meriterebbero – per il bene della collettività – di essere operati di lobotomia; sperando di asportare la parte più credulona del loro microcefalo.