George Moore – Società
Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e lo trova.
Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e lo trova.
Il mondo non è vero, ma è reale.
Sono tutti contro tutti; si inseguono e scappano come in un autoscontro. La crisi è depressa, il caos è in panico, l’avidità ha la nausea ma continua a ingozzarsi, il dovere non vuole responsabilità, il dolore non sente l’anestesia a causa della dipendenza da agitazione, le malattie vogliono guarire ma c’è chi continua a voler essere un virus letale. Le lacrime soffrono silenziose dentro al cuore mentre la verità fa il solletico alla vita, con tante buone idee, ma qualcuno continua ad affogarla nelle sabbie mobili dell’egolatria.
La felicità della società è la fine del governo.
Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano, mentre le piccole ci restano impigliate.
Il nazismo è la forma istituzionale di una paura molto diffusa: la paura dell’altro.
Il fascismo non è definito dal numero delle sue vittime, ma dal modo con cui le uccide.