Sergio Rimondot – Sogno
Vivo la notte, il mio sogno, lei: una realtà non mia al risveglio, ma io sorrido e vivo il sogno che voglio.
Vivo la notte, il mio sogno, lei: una realtà non mia al risveglio, ma io sorrido e vivo il sogno che voglio.
Solo chi riesce a scrutare oltre l’orizzonte sarà in grado di attraversare l’oceano dei sogni e raggiungere la felicità.
Stanotte ho fatto un sogno, il più banale della mia vita.Tornavo tardi, come sempre, dal lavoro, ma mi squillava il mobile ed eri Tu che mi chiedevi quando sarei arrivato.Entravo in casa e mi accoglievi con il tuo pigiama dalle mucche pazze.Preparavamo insieme un banale piatto di pasta, mentre parlavamo sorridenti di banalità.Ci sedevamo insieme sul divano guardando un banale programma televisivo.Poi, andavamo in doccia insieme, con te che indossavi una banale cuffia per capelli.Entrati a letto, abbiamo fatto l’amore sino ad addormentarci abbracciati.Stanotte ho fatto un sogno… Banale come la felicità.
Che fatica abbandonare i sogni stamani, mi tengono ancorata a loro.
I sogni veri sono quelli che ci legano alle realtà, altrimenti rimaniamo cercatori di stelle lontane e piangiamo perché abbiamo paura della difficoltà che ci vuole per raggiungerle.
Mi hanno tolto il cassetto e mi è difficile sognare. Tolgo il legno dal cuore, i chiodi dalle mani le tarme dalla testa e ci penso io a ricostruirmelo; uno che non sappia di muffa che ci passi la mano e senti la radica e la cera. Uno che sai che dentro c’è il pizzo che orna le sottane da donna, uno che lo apri e senti profumo di lavanda e gelsomino, uno che sia in grado di custodire le sue preziosità, uno che cela tra segreti, misteri e merletti. Dentro, stavolta, ci tengo la pistola: se ti avvicini sei morto! Il mio sogno nel cassetto è imparare di nuovo a sognare.
Troppi sogni arrestano la vita, le impediscono di vivere e di incontrarti.