Daniela Rando – Sogno
I sogni nel cassetto servono solo a togliere spazio alle mie mutandine.
I sogni nel cassetto servono solo a togliere spazio alle mie mutandine.
Sogni. Quelli di notte son spine. Quelli che ho son steli. Quelli che realizzo son rose.
Vedo cani che lottano, rissa leggiadra come danza. Si lanciano un osso, ci girano attorno e lo afferrano. Conosco i passi, ma non voglio giocare. Sono in disparte, li osservo snervata. Cresciuta con loro, ma nata gatto, non mi ci mischio. Idioti, meschini, son forse più lupi che cani. Alle spalle s’azzannano, ma, volpi, muso a muso fingono il nulla. Bravi attori, però, certo. Vien quasi il dubbio che stupidi lo siano davvero. Idioti, meschini, furbi? Cani, lupi, volpi? Non so. Ma Bastardi, oh sì. Questo sicuro.
La creatività ti porta ad esaudire i tuoi sogni.
Il tuo sorriso, il posto perfetto in cui sognare.
Tutto o nulla. Ma a quello che immaginavo, ti sei avvicinata più di chiunque al mondo. Il tuo, è un sorriso che non aspettavo e la gioia che mi trasmette, è come una inesauribile fontana zampillante. Tutto diventa un abbraccio caldo ed invincibile. E se tutto intorno, è così diverso da noi, quella è la realtà. Ma si può sempre sognare, no?
A volte, sognando, ci pare di cadere nel vuoto, di girare, di essere risucchiati da un vortice… mi abbandono come una foglia cadente al vento da cui mi faccio cullare senza toccare mai il fondo… ma si cresce? È vero? C’è chi dice che quando si fanno questi sogni simili a quando ci si trova in una vasca di deprivazione sensoriale si cresce veramente?