Daniela Rando – Sogno
I sogni nel cassetto servono solo a togliere spazio alle mie mutandine.
I sogni nel cassetto servono solo a togliere spazio alle mie mutandine.
Scrivo per dare vita ai miei sogni. Mi piace immaginare la perfezione nella gente, quella che nella realtà difficilmente trovi. L’amore che sconfigge ogni male, la gioia di vivere che prende il posto dell’autocommiserazione. Un sorriso donato dove scende una lacrima. Una mano, la dove esiste qualcuno che non ha la forza di rialzarsi.
È in questi momenti che ti ascolto di più, anima. Mi lascio trasportare dalle emozioni che solo tu provi, cuore. E la notte fa il suo corso, cerco nel silenzio la quiete di un sogno, la pace che troppe volte non trovo nel giorni miei.
Quando ti chiedono se credi nell’amore, pensaci bene, prima di rispondere che questo sentimento non esiste… o che ti ha deluso al punto di non crederci più. Io conosco un tipo d’amore che non mi deluderà mai, nonostante tutto. Conosco un tipo di carezza che mi farà sentire sempre i brividi. Conosco una parola che mai mi stancherò di sentir pronunciare da quelle labbra, che siano essere increspate a formare un sorriso o imbronciate per il disappunto o la tristezza. Quella parola è “mamma”.
La realtà disse al sogno “come fai ad essere così stupendo?”.
Cerca di vivere sempre come se stesse per accadere da un momento all’altro qualcosa di meraviglioso, sogna, è l’unica terapia.
Nel delirium tremens il buon Weber vedeva scarafaggi immaginari. Nella vita di tutti i giorni se li mangiava, e di gusto. Uno dei pochi uomini al mondo a nutrirsi dei propri sogni