Giulia Guglielmino – Sorriso
Apri il cassetto. Prendi il tuo miglior sorriso. Indossalo. Ora, impara a bastarti.
Apri il cassetto. Prendi il tuo miglior sorriso. Indossalo. Ora, impara a bastarti.
Spesso il sorriso è frutto della finzione.
Mi piacerebbe spaventarticon un sorriso.
Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.
Ne aveva perse di battaglie, tante. E le aveva combattute con l’unica arma che avesse a disposizione, il suo sorriso. Il sorriso di chi ha l’imprudente convinzione di poter vincere la guerra.
Forse qualcuno sa dirmi perché nella vita di ognuno di noi prevale la “disperata” ricerca dell’anima gemella?Iniziamo prima di tutto col cercare noi stessi.
Se la vita fosse fatta di soli sorrisi il mondo sembrerebbe finto. Lo so che del dolore ne facciamo anche a meno, ma se non superassimo mai nessuna prova, nessuna difficoltà, non versassimo qualche lacrima e non provassimo l’amaro della delusione non solo non si imparerebbe mai a crescere ma le cose belle della vita non sarebbero apprezzate allo stesso modo.