Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais – Sorriso
Mi affretto a ridere di tutto e di tutti, per la paura di essere costretto a piangerne.
Mi affretto a ridere di tutto e di tutti, per la paura di essere costretto a piangerne.
Amo i sorrisi del mattino, le belle parole, i “buongiorno” sussurrati, l’estate che si sta avvicinando. Amo i colori e quelle minuscole imperfezioni che mi accompagnano. Amo sapere che, in fondo, nessuno di noi è solo. Nessuno. E che intorno a noi c’è ancora e sempre possibilità di ricominciare.
Un due tre oplà… ecco cosa si fa, per sorridere di nuovo.
Io, quando scherzo, lo faccio seriamente.
Ridere è un bisogno primario, un diritto e forse anche un dovere.
Ricordo a chi si stupisce di vedermi ombroso, giusto a titolo informativo, che io non faccio il clown di mestiere, né giro l’Italia con un’enorme tenda dietro. Chi vuole sempre ridere a tutti i costi, anziché al sottoscritto, può direttamente rivolgersi al circo Togni, oppure al Parlamento Italiano. Grazie.
Nulla è più micidiale di un sorriso fatto con cuore dinanzi all’invidia.