Giovanni Pastore – Sorriso
Per essere felici, bisogna saper dimenticare.
Per essere felici, bisogna saper dimenticare.
Non esiste, per la bellezza, miglior cosmetico del sorriso.
Sorrido come un Clown che sorride e cerca di far sorridere. La tristezza rende troppo stanca l’esistenza e richiederebbe troppa energia. Ecco la mia leggerezza, ridere e sorridere. Perciò chiamatemi pure sfaticato.
È più semplice fuggire che affrontare, tacere che parlare, dimenticare che ricordare, essere orgogliosi che scusarsi, ubriacarsi che rimanere sobri, chiudere la porta che aprirla, litigare che chiarirsi, seguire che dettare, fingere che essere autentici, avere che essere. E di gran lunga sembra che per molti sia più semplice esistere che vivere, ma vivere come ben sappiamo è la cosa più rara del mondo. I più esistono: ecco tutto.
Avrò sempre un valido motivo di sorridere al mattino. Sorriderò per l’affetto dei miei figli. Sorriderò per la comprensione della mia famiglia. Sorriderò per l’amore di chi mi ama così come sono. E anche se ci sarà una giornata cupa e triste, “io sorriderò” perché sono fortunata nell’avere ciò che ho.
Le ragazze hanno più “sensibilità” dei ragazzi.Le donne sono più sensibili… all’immagine e ai soldi.
A volte mi chiedo quanta tristezza si possa nascondere dietro l’ombra di un sorriso… ormai tutti sorridono ed è diventato difficile scorgere la tristezza negli altri, perché si chiudono dentro. Anche gli occhi, che mostrano il cuore dell’anima, ora mentono e si nascondono. Diventa sempre più difficile aiutare gli altri, ma ancor più difficile è non sentirsi soli. La solitudine e il dolore ci consumano sempre di più e non troviamo la forza di sorridere veramente. Distendiamo le labbra per abitudine, ma dentro la nostra anima muore.