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Salvatore Raimondo – Sorriso

Il tuo sorriso lo riconoscerei tra mille, poiché lo sento e lo porto sempre costantemente con me, conosco “l’emozione” l’emozione che dai al cuore fino a farlo esplodere di gioia, mentre siamo insieme, e finché i tuoi occhi si poseranno su di me, mi farai sentire un uomo appagato, e vorrei fermare il tempo, per far si, che quei momenti non finissero mai.

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    Ci sono quelli che dicono “il per sempre non esiste”, a dire il vero neanche il per mai, il per poi, il per più, il per meno, il per sai, il per vuoi, il per puoi, eccetera. Ci sono quelli che hanno una faccia da poster, che vuol dire, che andrebbero appiccicati al muro? Ci sono quelli che con un copia e incolla diventano aforisti e quelli come me che si fanno un “mazzo” di fiori per diventarlo. Ci sono quelli che bevono per dimenticare e quelli che “mi sa che ho bevuto troppo”.

  • Antonella Coletta – Sorriso

    Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.