Giorgio De Luca – Sorriso
Era da tanto tempo che non riuscivo a trovare il sorriso. Oggi ho finalmente visto il sole, anche se c’era tanta pioggia.
Era da tanto tempo che non riuscivo a trovare il sorriso. Oggi ho finalmente visto il sole, anche se c’era tanta pioggia.
La Speranza ha il volto di un bimbo che semina germogli nel campo dell’attesa con un tale entusiasmo, da riuscire sempre a generare le copiose acque dell’amore.
Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
La vita è regalarsi un sorriso.
Posso sorridere se vinco qualcosa, posso sorridere se succede qualcosa di divertente, ma non sarò più felice di sorridere dopo aver aiutato qualcuno.
Oggi vorrei sorridere, ma non posso, la mia tristeza e grandissima, perché non so niente di te.