William Shakespeare – Sorriso
Sorride raramente e sorride come se si burlasse di se stesso e disprezzasse il suo spirito, perché é stato mosso a riso da qualcosa.
Sorride raramente e sorride come se si burlasse di se stesso e disprezzasse il suo spirito, perché é stato mosso a riso da qualcosa.
Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.
Quando ti perdi prova a seguire le orme dei tuoi sorrisi.
Bello é l’amore che si concede di sua propria volontà.
Non puoi ridere ed essere scortese al tempo stesso.
“E adesso esprimi un desiderio”, le disse. Lei alzò gli occhi e incontrò il sorriso di lui. Che cosa poteva esistere al mondo di più desiderabile?
Quand’è forte l’amore, anche il più lieve sospetto è già paura; e se il timore…