Orazio Andrea Santagati – Speranza
Non so lasciare le emozioni a metà. Dovrei rinunciare alla speranza.
Non so lasciare le emozioni a metà. Dovrei rinunciare alla speranza.
Quando l’immobilità mangia ogni briciolo movimentato che la rondine che è in te cerca inesorabilmente per volare ancora, sempre più in alto, sempre più in basso; quando l’immobilità mette spalle al muro, raso terra il tuo trillare allegro e svolazzante, il tuo cantare dolce di onde e vita passante; quando l’immobilità avvelena il tuo becco portatore di rugiada, ricorri nell’antidoto: la speranza.
L sole si è alzato, e la speranza si è svegliata con lui, un altro giorno ha inizio, si cammina, ad aspettarci l’ignoto!
Vivo di sogni e trascuro la realtà. Ecco il mio peccato. Volo anche se con le ali rotte. Tuffo senza studiare prima i fondali. Credo che l’utopia sia realizzabile.
Le presenze spirituali sono molto vive in chi non perde la speranza. Le anime si incontrano nei pensieri, sfiorandosi dolcemente. Vivono nell’amore, di chi per sempre li porta nel cuore.
Non permettete a nessuno di schiacciare le vostre speranze!
La vita e la speranza sono la stessa identica cosa, l’una senza l’altra non esisterebbe, cessata una sola delle due cessa tutto. Quale era la mia speranza?